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Prestito Non Censito? 3 Modi per Ottenerlo

Come ottenere un prestito se non censito? In questo articolo andremo ad approfondire la difficile situazione che deve affrontare un privato non censito nel momento in cui ha bisogno di richiedere un primo finanziamento. Partiamo dal principio: un individuo si definisce non censito nel momento in cui il suo nominativo non è presente nelle banche dati dei sistemi di informazione creditizia.

Detto ciò, capiamo subito che il problema che si pone è di tipo pratico. La banca, o istituto di credito, non sa nulla della persona che ha davanti, quindi porrà dei limiti all’accesso al credito.

Come ovviare a questa situazione? Nelle prossime righe troverai tutte le risposte che cerchi.

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Cosa significa censito o non censito?

Facciamo un passo indietro e prima di analizzare il problema, vediamo come si può arrivare a tale condizione partendo dal significato di censito. Un individuo che ha bisogno di liquidità si rivolge a una banca o a una finanziaria. Questo istituto vaglierà la richiesta in base a diversi aspetti, decidendo infine se concedere o meno il finanziamento richiesto. Da questo momento prende il via quello che si chiama censimento bancario.

Nello specifico, cos’è il censimento bancario? A prescindere dal riscontro dato alla domanda di finanziamento, la banca provvederà a inoltrare il nominativo del richiedente a un sistema di informazione creditizia (SIC). Da questo momento la scheda del cliente verrà aggiornata per tutta la durata del rapporto con la banca, registrando la risposta iniziale della banca all’individuo e, in caso il prestito sia stato concesso, la regolarità o meno dei rimborsi delle rate.

Questa scheda riassume quindi l’affidabilità creditizia del richiedente, che si forma sommando il suo comportamento nell’ambito dei rapporti con gli istituti di credito. Si tratta di un metro di giudizio di estrema importanza, che influenza sensibilmente la valutazione che le banche fanno delle varie richieste di prestito ricevute.

Ecco, quindi, cosa vuol dire censito: un individuo la cui storicità in banca dati sia consultabile, in modo da poter valutarne attentamente il profilo per decidere sulla concessione dei finanziamenti.

Essere censito per un finanziamento: le alternative

La banca che accoglie un richiedente prestito si troverà davanti a un individuo per il quale sono possibili 3 diverse ipotesi, a seconda della condizione del suo censimento bancario. Il richiedente infatti potrà essere:

  • non censito;
  • censito con un buon merito creditizio;
  • censito ma segnalato come cattivo pagatore.

Vediamo brevemente le caratteristiche di ciascun profilo. Il primo è quello che ci interessa maggiormente: non censito è colui che non ha mai ottenuto un finanziamento e non appare pertanto nelle banche dati dei SIC, come CRIF, Experian o CTC.

Il secondo profilo invece rappresenta un richiedente che ha dei prestiti in corso, oppure ne ha sostenuti in passato, pagando sempre in maniera regolare i rimborsi delle varie rate. Infine abbiamo un individuo che presenta una situazione di criticità assimilabile a quella del non censito: il cattivo pagatore è quel debitore che presenta finanziamenti in corso o passati per i quali non ha rispettato la regolarità dei pagamenti delle rate dovute.

Per il censimento in banca il significato è quindi importantissimo: un non censito avrà sempre difficoltà a ottenere il suo primo finanziamento perché non ha una storia creditizia da valutare. Non potendo determinare l’affidabilità del potenziale cliente, la banca o la finanziaria tende a non approvare la richiesta di primo prestito.

Richiesta di prestito non censito

Primo prestito: come fare? Abbiamo capito fin qui che agli occhi di chi il prestito dovrebbe concederlo, un soggetto non censito in banca è potenzialmente un cattivo pagatore. La situazione appare quindi come un circolo vizioso: il primo finanziamento mi viene rifiutato perché non sono censito, però non posso essere censito finché non ottengo un finanziamento.

In realtà delle soluzioni per uscire dal paradosso ci sono: vediamo subito come censirsi per un finanziamento.

Prestiti per non censiti con garante

La soluzione che la banca stessa solitamente propone nei casi di primo finanziamento è quello di sottoscrivere un contratto di prestito con garante. In questi casi al richiedente non censito viene affiancata una seconda firma a garanzia. Il garante è una figura che a sua volta deve rispettare dei requisiti specifici per essere ritenuto soggetto valido a far parte del contratto. La banca infatti richiede un soggetto che:

  • abbia un reddito stabile;
  • non sia eccessivamente indebitato;
  • non sia un cattivo pagatore.

Il non censito potrà quindi ottenere il suo primo prestito se presenterà come garante una persona che abbia un contratto a tempo indeterminato o percepisca la pensione. È possibile che il garante sia anche un libero professionista, il quale però dovrà presentare le dichiarazioni di reddito dei due anni precedenti. Inoltre non sono viste di buon occhio quelle persone che hanno attivi troppi finanziamenti nello stesso momento, a prescindere dalla loro regolarità. Regolarità che comunque, come abbiamo visto, è condizione fondamentale per la concessione del prestito: un garante con ritardi nei rimborsi e segnalato in banca dati creditizia non verrà accettato.

Ancor più favorevolmente viene vista l’opzione di co-intestare il finanziamento dato al non censito con questa seconda persona la cui storicità creditizia risulta impeccabile.

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Prestiti per non censiti senza garante

Un caso piuttosto frequente è quello in cui il richiedente si vede il prestito rifiutato perché non censito e perché non ha alcun soggetto da presentare come garante. Non c’è da preoccuparsi però, perché l’accesso al credito, per quanto in parte limitato, non è comunque precluso.

Esistono infatti delle alternative che ISICredit mette a disposizione del non censito, in modo da poter ottenere la liquidità desiderata. Quali sono? Vediamole subito.

Cessione del quinto

Con la cessione del quinto la condizione di non censito non è più un problema. Non è necessaria la presenza di un soggetto a fare da garante, perché a fungere da garanzia sarà il documento di reddito. Basandosi sulla percezione dello stipendio, infatti, la cessione del quinto per essere concessa richiede un reddito da lavoro che sia stabile. Quindi questa forma di finanziamento può essere richiesta da lavoratori a tempo indeterminato (da almeno 8 mesi), sia pubblici che privati, e da pensionati.

Rispettati i requisiti, la liquidità richiesta potrà essere rimborsata con una dilazione massima di 120 rate mensili. L’importo della rata potrà essere deciso da te in fase di contrattazione, a patto che non superi il 20% (cioè un quinto) dello stipendio o della pensione. Il rimborso avverrà tramite ritenuta diretta, su base mensile, direttamente in busta paga.

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Delega di pagamento

La delega di pagamento è un’altra metodologia di prestito adatta ai non censiti senza garante. Si tratta di un’alternativa messa a disposizione di coloro che hanno già una cessione del quinto in atto (e non possono procedere al suo rinnovo). Con la delega di pagamento, il lavoratore richiede al proprio datore di lavoro una seconda trattenuta in busta paga da versare al creditore. In questo modo, il richiedente può attivare un secondo procedimento equivalente in tutto e per tutto alla cessione del quinto, compreso l’importo massimo della rata. La differenza principale è che l’accettazione della cessione del quinto è obbligatoria per il datore di lavoro, mentre sulla delega di pagamento ha facoltà di opporsi.

Prestito cambializzato o prestito delega

Le ultime alternative a disposizione del non censito sono il prestito cambializzato e il prestito delega. Il primo è riservato ai lavoratori dipendenti e ai liberi professionisti iscritti all’albo. In questo caso le rate del finanziamento (massimo 72) sono rimborsabili dal richiedente tramite RID bancario, garantito da un effetto bancario. La referenza creditizia deve essere impeccabile.

Il prestito delega invece è aperto anche ai cattivi pagatori, ma limitato ai dipendenti di aziende private. L’importo richiedibile infatti è strettamente correlato al TFR maturato, in rapporto 1:1. Pertanto, il dipendente che ha accumulato 10.000 euro di TFR potrà richiedere un prestito di pari importo, rimborsato tramite trattenuta su busta paga in massimo 72 rate.

Come vedrai adesso, i nostri consulenti sono a tua completa disposizione per una valutazione gratuita e senza impegno. Chiedi ora maggiori dettagli.

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Vediamo subito come accedere al primo prestito, quali sono i passi corretti da fare utili a ottenere il successo della richiesta di finanziamento. Per qualsiasi dubbio, se hai bisogno di ulteriori informazioni scrivici un commento; i nostri esperti finanziari sono a tua completa disposizione per chiarire qualunque tua perplessità.

Primo prestito come fare?

Abbiamo già considerato in questo articolo le difficoltà con cui dovrai confrontarti perché non censito nelle banche dati creditizie. La ricetta per il successo di una richiesta di prestito, in particolar modo se si tratta della prima in assoluto, si riduce in 3 semplici ingredienti:

  • individuare una banca o una finanziaria disposta a erogare un prestito di piccolo importo (così da conoscere la qualità e affidabilità creditizia del cliente)
  • procedere con la firma di un garante
  • affidarti a un prodotto alternativo al prestito personale come per esempio la cessione del quinto

Primo prestito senza garante

Come già accennato precedentemente, se si intende dar seguito a una richiesta di finanziamento senza una seconda firma, quando il richiedente non ha storicità nei sistemi creditizi, le possibilità si riducono notevolmente.

Individuare un’istituto di credito disposto a erogare il primo prestito non è semplice anche se si tratta di credito al consumo. Per credito al consumo si intendono tutti quei finanziamenti finalizzati all’acquisto di un bene o servizio. Un esempio per tutti è il prestito auto. Anche se la liquidità richiesta sarà utilizzata con uno scopo ben preciso, senza la firma di un fidejussore, avere questa somma di denaro non sarà affatto banale.

Rimangono sempre, come valida alternativa, le 3 proposte di finanziamento quali:

  • cessione del quinto
  • delega di pagamento
  • prestito delega o prestito cambializzato

Primo finanziamento quanto posso chiedere?

Una domanda che ci pongono spesso i nostri lettori è “Sono in cerca di un primo finanziamento quanto posso chiedere?

La risposta è: dipende. Nel caso di prestito personale di liquidità, molto dipende dall’affidabilità creditizia della persona che farà da garante o che si co-intesterà il finanziamento. Non solo, perché la banca valuta anche attentamente la finalità per cui il prestito viene richiesto. In caso di liquidità necessaria per l’acquisto di un bene (che sia un’automobile o arredamento), sarà difficile ottenere cifre molto elevate.

Per i casi senza garante, una richiesta di prestito da non censito e il relativo importo verranno valutati sulla base di vari fattori, a partire da un’analisi della posizione lavorativa del richiedente.

Primo finanziamento rifiutato

Ricevuto un riscontro non positivo alla richiesta di prestito, prima di attivarsi con una nuova pratica, conviene comprendere oltre alle cause (che presumibilmente potrebbero concentrarsi nell’essere non censito), le soluzioni a disposizione.

Un rifiuto in banca dati rimane in evidenza per 90 giorni e per questo periodo di tempo non ha senso, soprattutto in autonomia, procedere con altre domande di finanziamento. Ogni finanziaria o banca che riceverà la nuova domanda di credito, visto il recente rifiuto registrato nei sistemi creditizi, procederà automaticamente con un nuovo rifiuto.

In questi casi conviene:

  • attendere 90 giorni per poi procedere con una seconda firma di garanzia
  • se non si è disposti ad attendere questo lasso di tempo, affidarsi a una società, come la nostra, per ottenere il supporto di un esperto necessario per ottenere una risposta affermativa alla domanda di finanziamento.

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