Prestiti personali: anzianità di servizio.
gennaio 20, 2010 di Nicola · Lascia un commento
Nell’inoltrare una richiesta di un prestito personale, per anzianità di servizio ci si riferisce alla data dell’ultima assunzione e alla storicità dei precedenti lavori; se una persona cambia spesso posto di lavoro, oppure occupa una posizione precaria o fa un lavoro di per sé saltuario, è in una situazione di instabilità che dal punto di vista di chi concede il prestito personale non offre garanzie sufficienti.
È naturale che tale instabilità non è da considerarsi a priori un handicap per il richiedente oppure debba essere causa di un giudizio negativo che nessuno ha il diritto di dare sulla condizione altrui. È solo che un contratto di lavoro fisso è per l’ente erogatore del prestito personale un ottimo lasciapassare alla concessione del finanziamento
Il contratto di lavoro può tuttavia comprendere, senza fare esclusioni a priori, contratti a tempo determinato, indeterminato, apprendistato, pensionati e autonomi. Quelli che forniscono le migliori garanzie e che di conseguenza riceveranno il prestito personale più velocemente e a condizioni migliori sono comunque i dipendenti a tempo indeterminato e i pensionati, i quali hanno un contratto stabile.
Il prestito personale ai dipendenti è una forma di prestito destinato ai lavoratori dipendenti sia pubblici/statali che privati.
Il prestito personale a dipendenti non è finalizzato e l’importo può arrivare fino al 20% della busta paga. Se l’azienda o l’amministrazione lo concede, è possibile un ulteriore 20%, quindi una seconda trattenuta in busta paga, esponendo in totale il 40% dello stipendio del lavoratore. Questa seconda trattenuta comunque è facoltativa, a differenza del prestito in busta paga che è per tutti, compreso i pensionati.
