Nell’inoltrare una richiesta di un prestito personale, per anzianità di servizio ci si riferisce alla data dell’ultima assunzione e alla storicità dei precedenti lavori; se una persona cambia spesso posto di lavoro, oppure occupa una posizione precaria o fa un lavoro di per sé saltuario, è in una situazione di instabilità che dal punto di vista di chi concede il prestito personale non offre garanzie sufficienti.
È naturale che tale instabilità non è da considerarsi a priori un handicap per il richiedente oppure debba essere causa di un giudizio negativo che nessuno ha il diritto di dare sulla condizione altrui. È solo che un contratto di lavoro fisso è per l’ente erogatore del prestito personale un ottimo lasciapassare alla concessione del finanziamento
Il contratto di lavoro può tuttavia comprendere, senza fare esclusioni a priori, contratti a tempo determinato, indeterminato, apprendistato, pensionati e autonomi. Quelli che forniscono le migliori garanzie e che di conseguenza riceveranno il prestito personale più velocemente e a condizioni migliori sono comunque i dipendenti a tempo indeterminato e i pensionati, i quali hanno un contratto stabile.
Il prestito personale ai dipendenti è una forma di prestito destinato ai lavoratori dipendenti sia pubblici, statali che privati.
Il prestito personale a dipendenti non è finalizzato e l’importo può arrivare fino al 20% della busta paga (cessione del quinto). Se l’azienda o l’amministrazione lo concede, è possibile un ulteriore 20% (delega di pagamento), quindi una seconda trattenuta in busta paga, esponendo in totale il 40% dello stipendio del lavoratore. Questa seconda trattenuta comunque è facoltativa, a differenza del prestito in busta paga che è per tutti, compreso i pensionati.
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Buongiorno,
vorrei una delucidazione.
Mi hanno detto che per richiedere il mutuo devo lavorare per la stessa azienda da almeno 5 anni e che la stessa deve esistere da almeno tale tempo.
Purtroppo questo non rientra nelle mie facoltà,in quanto lavoravo per un azienda fallita due anni fa e vi ho lavorato per ben 8 anni.Oggi lavoro nell’azienda che ha preso il suo posto e che esiste da soli 2 anni.
La mia parte nel mutuo sarebbe marginale,in quanto prendo un terzo dello stipendio di mio marito che a questo punto sarebbe il maggiore garante.La richiesta sarebbe piuttosto alta,ma delineata nel tempo e già ci è stato detto che con i due stipendi insieme il mutuo sarebbe dato tranquillamente.
ora mi sorge appunto questo problema degli anni di anzianità,che come vede ci sarebbero,ma che invece non ci sono a causa di problemi altrui.
Le dico anche che si tratta di prendere una casa di 400.000 E di cui daremmo come anticipo 150.000 E per cui ne rimarrebbero 250.000 che mio marito fa il dirigente e prende 2000 euro mensili,ma che io per problemi di famiglia necessitando di stare con mio figlio che deve essere seguito in modo particolare faccio un lavoro part time di 27 ore settimanali a 600 euro mensili.
La prego di rispondermi il prima possibile perchè con questa casa che andremmo a prendere rivendendo la nostra dobbiamo aprire un attività che ci permetta di rimanere a casa anche negli orari lavorativi,probabilmente una fattoria didattica.
Simona buongiorno,
cosa le hanno raccontato circa l’anzianità minima di 5 anni non è una cosa veritiera. Nel caso suo e di suo marito fra l’altro, considerati i redditi percepiti e l’importo richiesto rispetto al valore della casa, non dovrebbero esserci particolari ostacoli per l’ottenimento del mutuo.
Per la banca erogante è importante che il richiedente o coobligato sia un lavoratore con un contratto a tempo indeterminato (se parliamo di dipendenti) a prescindere dall’anzianità di servizio; in merito alla ditta non è importante la data di costituzione, quanto la sua stabilità. Se ad esempio una ditta è neo costituita ne consegue che la stessa non potrà offrire le stesse garanzie rispetto ad un azienda costituita molti anni prima; oltre a questo vengono presi in considerazione la stabilità, i dati di bilancio della stessa.
Distinti saluti
Roberto Badiali
salve,ho fatto una richiesta di prestito personale troppo alta e mi e stata rifiutata,vorrei sapere dopo quanto tempo e possibile poter rifare un ulteriore richiesta grazie.
Sonia buongiorno,
la richiesta di prestito personale rimane presente in banca dati 6 mesi. Dovrebbe però accertarsi del reale stato della stessa, ovvero se la finanziaria a cui si è rivolta ha mantenuto lo stesso stato di RICHIESTA o se invece ha comunicato alle banche dati una variazione di stato pratica tipo RESPINTA o RITIRATA. In quest’ultimo caso la segnalazione rimane presente in banca dati 30 giorni.
Distinti saluti
Roberto Badiali
sono stata garante per mio fratello che poi non ha pagato io mi sono ritrovata a firmare cambiali pagate tutte, anzi l ultima scade questo mese,nel frattempo devo richiedere un mutuo avro problemi?
Giovanna buongiorno,
per sapere se le concederanno un mutuo o meno, per prima cosa bisogna conoscere la sua posizione in banca dati, ovvero verificare se le rate non pagate da suo fratello hanno determinato la segnalazione di CATTIVO PAGATORE. Se così fosse, visto che lei sta pagando questo prestito personale, dovrebbe verificare se queste segnalazioni sono ancora presenti in banca dati o se invece è già stata segnalata la regolarizzazione delle rate insolute. In poche parole, se lei oggi risulta un BUON PAGATORE, allora vedrà che la banca sarà predisposta a concederle il mutuo casa, altrimenti prima di attivarsi in una richiesta di mutuo, dovrà richiedere la cancellazione da CATTIVO PAGATORE, dopodiché potrà intraprendere la strada per l’acquisto casa.
Distinti saluti
Roberto Badiali
Salve,sono impiegato a tempo indeterminato presso una srl di 4 impiegati da due anni,vorrei sapere se e’ possibile effettuare il prestito con il quinto,visto che per una firma di garanzia fatta 5/6 anni fa e pagati in ritardo risulto cattivo pagatore.grazie
Ciro buongiorno,
per rispondere alla sua domanda avrei bisogno di conoscere il numero di partita IVA della sua azienda. Con questo dato, oltre al numero di dipendenti che ci ha già fornito, potrei verificare se l’azienda per cui lavora è tecnicamente “assumibile”. Nella cessione del quinto di stipendio, oltre al reddito percepito dal dipendente, al TFR accantonato, al numero di dipendenti, alla ragione sociale della ditta (Spa, srl. ecc) sono importanti anche i dati di bilancio della stessa, quindi lo stato patrimoniale, il conto economico, l’anzianità di costituzione.
Distinti saluti
Roberto Badiali
Prima di chiedere un prestito personale volevo sapere quanti mesi devono passare dopo l
assuzione a tempo indeterminato. Premetto che io ho già fatto prestiti personali tutti pagati regolarmente.
Distinti saluti
Wladimir
Wladimir buongiorno,
per il prestito personale è importante dimostrare una continuità di lavoro, anche se in aziende diverse. L’importante è che il suo contratto sia a tempo indeterminato. Inoltre la sua storicità come buon pagatore in banca dati rinforza tantissimo la sua richiesta di prestito.
Distinti saluti
Roberto Badiali