Cessione del quinto stipendio: alternative

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Ho bisogno di soldi, se c’è una possibilita senza cessione quinto dello stipendio ok se no grazie lo stesso. 

Commento di Vittorio

Presumo che la sua richiesta di prestito personale alternativo alla cessione nasce dal fatto che la sua amministrazione non le vuole concedere questa opportunità di finanziamento, alternativa al prestito personale. Se così fosse, tutti i dipendenti di aziende pubbliche, statali o private hanno il diritto di ottenere questo finanziamento.

Nel caso in cui la stessa amministrazione si oppone in tutti i modi, in passato si poteva procedere con un prestito personale fiduciario, che per certi versi richiama le caratteristiche della cessione del quinto di stipendio, ma è meno vincolante per il datore di lavoro. In fatti con questo finanziamento, le veniva vincolato il TFR accantonato per tutta la durata del piano di ammortamento del prestito personale e il futuro maturando fino a copertura totale del debito residuo. La rata mensile non veniva rimborsata dal datore di lavoro tramite la trattenuta in busta paga, ma direttamente dal cliente tramite addebito in conto corrente come accade per un normale prestito personale. Si poteva procedere anche se il datore di lavoro non avesse voluto compilare il certificato di stipendio o firmato l’atto di benestare.

Oggi però sono sempre meno le amministrazioni che vietano ai loro dipendenti di richiedere un finanziamento tramite la cessione del quinto di stipendio; è più difficile invece trovare consensi da parte delle amministrazioni per la concessione della delega di pagamento o stipendio.

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Categoria: Cattivi Pagatori, Cessione del quinto | Tags: , ,

4 commenti

  1. Enrico scrive:

    Buongiorno vorrei un’informazione.
    Mia Nonna ha fatto prima dell’estate una cessione della pensione con una rata di 100 € al mese per 72 mesi perchè aveva bisogno di circa 4.500€. Adesso si è resa conto di aver bisogno di altri soldi e vorrebbe fare una nuova cessione in aggiunta a quella esistente oppure una nuova cessione con una sola rata complessiva viste che l’INPS ha comunicato che può utilizzare fino a 294,53€.
    Non ho trovato ancora nessuno che mi abbia chiarito le idee, come posso fare? Mi è stato detto che dovrebbe prima estinguere l’altra cessione e poi farne una nuova, ma a me sembra assurdo anche perchè mia Nonna non ha i soldi per chiudere il finanziamento appena fatto.
    Distinti saluti.

    • RBadiali scrive:

      Buongiorno Enrico,
      per procedere con la richiesta di sua nonna bisogna effettivamente estinguere prima il precedente prestito per poi erogarne uno nuovo.
      Se la nuova quota cedibile della pensione è pari ad € 294,53 si riuscirà a rinegoziare questa operazione, quindi ad erogare nuova liquidità come da vostra richiesta.
      Se interessato ad approfondire la cosa, dovrebbe inoltrarci alcuni documenti.
      Roberto Badiali
      direzione@4credit.it

  2. Ettore scrive:

    sono interessato ad un prestito personale in 120 mesi per 30000, ma l’agenzia che mi ha gestito la pratica vuole per forza farmi fare la cessione sulla busta paga.
    lavoro dal 2003 in una ditta di Roma, percepisco circa 1180 euro al mese.
    oltre al fatto che preferirei un prestito personale e non la cessione, ma a parte questo il mio datore di lavoro non mi vuole firmare nulla.
    non ho problemi come cattivo pagatore, quindi non capisco perchè non fare il prestito.
    che fare?
    Ettore R.

    • RBadiali scrive:

      Buona sera Ettore,
      se come scrive non ci sono particolari problematiche in banca dati, il prestito personale è una soluzione immediata per la sua esigenza di liquidità.
      Visto l’importo richiesto, € 30.000, a meno che la sua storicità in qualità di buon pagatore non sia talmente alta da soddisfare le griglie di scoring dell’ente erogante, molto probabilmente le sarà richiesta una seconda firma a garanzia.
      Forse per questo le è stata proposta una cessione del quinto di stipendio in alternativa al prestito personale.
      Se il suo datore di lavoro crea ostruzionismo nel rilasciarle il certificato di stipendio, può richiedere in alternativa la compilazione della dichiarazione di servizio, ovvero un documento che sintetizza la sua posizione professionale e reddituale con la stessa ditta. Questo documento dovrà inoltre riportare il TFR accantonato fino ad oggi e dovrà essere predisposto su carta intestata dell’azienda.
      Il datore di lavoro non può opporsi all’istruttoria della pratica di cessione del quinto, visto che questo prodotto è diventato un diritto di legge per tutti i dipendenti di aziende private dal 2005.
      Dal 1950 invece questo prodotto era già diritto per tutti i dipendenti pubblici e privati.
      Per entrambi i prodotti, quindi prestito personale e cessione del quinto, il limite massimo di ammortamento è di 120 mesi (10 anni), ma a differenza della cessione in cui la rata è limitata al 20% del suo stipendio netto, nel prestito l’importo della rata è regolato dal tasso applicato per il periodo di ammortamento scelto, quindi senza nessun limite (se non quello stabilito dai criteri assuntivi della società finanziaria) sulla rata massima.
      Distinti saluti
      Roberto Badiali

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